
Maurizio è un abile conducente, guida slowly, e lasciata Torino alla volta di Pragelato sceglie la vecchia strada attraverso i paesini, non la veloce tangenziale che dalle Olimpiadi invernali 2006 taglia la montagna con ininterrotte gallerie. Mentre la gloriosa carrozzabile prende dolcemente a salire, scorre una ruralità quieta, da bassa montagna piemontese, sino all’improvviso miracolo di Fenestrelle, là dove la fortificazione ascende la roccia.
Eccoci infine a Pragelato, 1500 m sul livello del mare, dieci minuti d’auto da Sestrière e da quel favoloso albero della vita in vetro, scultura di Mario Ceroli, che colpito dal sole regala riverberi cangianti. Ceniamo gustando i manicaretti di Bruna e Paola (la trippa di Moncalieri, con patate e fagiolane, ricorda quella ligure), mentre Franco stappa con legittimo orgoglio i propri vini, uvaggi piemontesi e un Arneis vinificato in purezza. Pragelato (Prajalats in lingua occitana) si sviluppa lungo il Chisone, che scorre sinuoso attraverso la valle, dalla sua destra si dirama la Val Troncea, parco protetto, cui si accede solo col servizio di navetta pubblica, o beninteso a piedi.
Eccoci infine a Pragelato, 1500 m sul livello del mare, dieci minuti d’auto da Sestrière e da quel favoloso albero della vita in vetro, scultura di Mario Ceroli, che colpito dal sole regala riverberi cangianti. Ceniamo gustando i manicaretti di Bruna e Paola (la trippa di Moncalieri, con patate e fagiolane, ricorda quella ligure), mentre Franco stappa con legittimo orgoglio i propri vini, uvaggi piemontesi e un Arneis vinificato in purezza. Pragelato (Prajalats in lingua occitana) si sviluppa lungo il Chisone, che scorre sinuoso attraverso la valle, dalla sua destra si dirama la Val Troncea, parco protetto, cui si accede solo col servizio di navetta pubblica, o beninteso a piedi.
E’ un borgo senza un centro distinguibile, raggruppa 19 frazioni, dove antiche architetture, fontane generose e garbate costruzioni private punteggiano un paesaggio che ha per sfondo abeti e praterie. Fu benedettina, poi valdese, poi francese, infine sabauda. 140 meridiane le sono valse anche la creazione di un centro documentativo, visitabile in frazione La Ruà. La natura, dove non pascolano le mandrie di mucche, dona vari ortaggi, patate molto sode cucinabili in cento modi, e spettacolari funghi in autunno. Il weekend purtroppo scorre via rapidamente, pioviggina, ma rimaniamo a bocca aperta penetrando dentro i viottoli di Laux, paesino intatto (nel Comune di Usseaux) e fra i più belli d’Italia, 16 abitanti residenti e un laghetto placido sulle cui rive sorge una locanda. L’indomani facciamo shopping prima da Albergian, negozio avviato nel 1908 che ha ottimo miele, tajarin, sughi, distillati, poi al mercato in piazza, trionfo di formaggi vaccini d’alpeggio che Federica conosce e ci addita uno ad uno (stracchino, tome…). Pranziamo infine al Mulino Plan, dal 1983 accoglienza efficiente, pizze notevoli, oppure alcune proposte del terroir, naturalmente zuppe, fettuccine, polenta, capriolo, trote, formaggi, sino ai pantagruelici dessert della casa, coppa di zabaglione, tarte tatin… Sul sito web 3 storiche ricette con le locali patate, la glara, la quagliette, lu pilot. Neanche il tempo di salutare il verde sipario dei boschi e occorre ripartire, Maurizio s’accomoda al volante (il volto già più cupo), il suo arrivederci a Pragelato è anche il nostro. Grazie, cari amici, ospiti gentili
Umberto Curti, Ligucibario & Liguvinario
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